2021, dagli Europei ai Giochi: Anno d’Oro per lo sport azzurro

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Il 2021 dello sportazzurro è già storia. È stato per 12 mesi un autentico influencer dell’anima, il più caldo e rassicurante degli abbracci collettivi nell’era del Covid, trascinando l’Italia verso una vorticosa e ubriacante catena di trionfi senza soluzione di continuità. Ogni disciplina una storia da consegnare agli almanacchi, ogni competizione un colore azzurro sfavillante da mostrare al mondo. Mai come in questa annata indimenticabile è stato portato così in alto il Tricolore in quasi tutte le specialità raggiungendo apici mai sfiorati fino ad oggi, a partire da quelli nell’atletica leggera che dopo decenni di declino si è riscattata nella maniera più gloriosa e nobile possibile (gli ori nei 100 metri, nella staffetta veloce e nell’alto oltre a quelli nella marcia). L’Italia ha conquistato nell’ intero arco della stagione oltre 280 podi tra campionati europei, rassegne iridate e Olimpiadi, diventando come ha voluto più volte sottolineare con orgoglio il presidente del Coni, Giovanni Malagò, la seconda potenza mondiale, per quantità di successi e medaglie dietro solo al colosso Usa. Più di superpotenze come Cina, Russia, la stessa Francia e Germania, da sempre i nostri più agguerriti competitor.

Dal trionfo di Wembley della nazionale di calcio di Mancini alla pioggia di medaglie olimpiche e paralimpico di Tokyo (40 più 69 podi, un record), dalla storica doppietta europea nella pallavolo alle imprese del ciclismo, passando per la finale di Matteo Berrettini sull’erba di Wimbledon alla valanga rosa sulle nevi, non c’è stato evento senza trionfo. Una scia di successi che in questo 2021 (che ci lascia orfani di due leggende come Federica Pellegrini e Valentino Rossi, che si congedano dai rispettivi palcoscenici dopo decenni gloriosi) nasce e si conclude partendo proprio dallo sci e dalle traiettorie perfette di Sofia Goggia, la portabandiera azzurra ai Giochi di Pechino 2022, da cui gli azzurri sperano di raccogliere l’eredità vincente di Tokyo 2020. Fu lei, la giovane bergamasca oro olimpico a PyeongChang, un firmare lo scorso gennaio tre successi di fila in discesa in Coppa del Mondo prima che un infortunio al ginocchio l’esclusione dai Mondiali di sci a Cortina (ma non dal conquistare la coppa di specialità). Ed è sempre lei, più che mai regina delle nevi, a risorgere e chiudere il 2021 con cinque vittorie consecutive a dicembre che l’hanno consegnata alla storia. La sua parabola di rinascita sembra essere l’immagine più vera e autentica di quest’Italia che ha trovato più di altre nazioni, la forza di reazione all’emergenza Covid regalandosi mesi di euforia contagiosa e una escalation di successi, alcuni inattesi e forse irripetibili . (segue) SPR NG01 mal/pna 271505 DIC 21 a firmare lo scorso gennaio tre successi di fila in discesa in Coppa del Mondo prima che un infortunio al ginocchio la escludesse dai Mondiali di sci a Cortina (ma non dal conquistare la coppa di specialità). Ed è sempre lei, più che mai regina delle nevi, a risorgere e chiudere il 2021 con cinque vittorie consecutive a dicembre che l’hanno consegnata alla storia. La sua parabola di rinascita sembra essere l’immagine più vera e autentica di quest’Italia che ha trovato più di altre nazioni, la forza di reazione all’emergenza Covid regalandosi mesi di euforia contagiosa e una escalation di successi, alcuni inattesi e forse irripetibili . (segue) SPR NG01 mal/pna 271505 DIC 21 a firmare lo scorso gennaio tre successi di fila in discesa in Coppa del Mondo prima che un infortunio al ginocchio la escludesse dai Mondiali di sci a Cortina (ma non dal conquistare la coppa di specialità). Ed è sempre lei, più che mai regina delle nevi, a risorgere e chiudere il 2021 con cinque vittorie consecutive a dicembre che l’hanno consegnata alla storia. La sua parabola di rinascita sembra essere l’immagine più vera e autentica di quest’Italia che ha trovato più di altre nazioni, la forza di reazione all’emergenza Covid regalandosi mesi di euforia contagiosa e una escalation di successi, alcuni inattesi e forse irripetibili . (segue) SPR NG01 mal/pna 271505 DIC 21 più che mai regina delle nevi, a risorgere e chiudere il 2021 con cinque vittorie consecutive a dicembre che l’hannota alla storia. La sua parabola di rinascita sembra essere l’immagine più vera e autentica di quest’Italia che ha trovato più di altre nazioni, la forza di reazione all’emergenza Covid regalandosi mesi di euforia contagiosa e una escalation di successi, alcuni inattesi e forse irripetibili . (segue) SPR NG01 mal/pna 271505 DIC 21 più che mai regina delle nevi, a risorgere e chiudere il 2021 con cinque vittorie consecutive a dicembre che l’hannota alla storia. La sua parabola di rinascita sembra essere l’immagine più vera e autentica di quest’Italia che ha trovato più di altre nazioni, la forza di reazione all’emergenza Covid regalandosi mesi di euforia contagiosa e una escalation di successi, alcuni inattesi e forse irripetibili .


 Dopo l’oro mondiale a Cortina di Marta Bassino nel parallelo e il successo nella Prada Cup di Luna Rossa alla baia di Auckland, il 2021 azzurro sboccia in tutta la sua bellezza nel corso di una magica estate. Si parte il 3 luglio con la vittoria del titolo europeo delle azzurre del softball (9 a 5 sull’Olanda) e poco più di una settimana dopo gli Azzurri di Roberto Mancini, (risorti dalle ceneri del Mondiale mancato a Russia 2016) battono ai rigori l’Inghilterra sull’erba di Wembley con il portiere Donnarumma grande protagonista. Ad assistere alla finale dell’Europeo, oltre al capo dello Stato, Sergio Mattarella, c’era Matteo Berrettini che poche ore prima nella finale di Wimbledon fu incontrata in quattro set dal numero uno del mondo del tennis Novak Djokovic. Non era mai accaduto in 134 edizioni che un italiano arrivasse all’epilogo del torneo londinese. Due settimane dopo si apre i Giochi e l’Italia ogni giorno rinnova il medagliere conquistando almeno un podio. Mai accaduto. La spedizione più numerosa di sempre (384 atleti qualificati in 36sport e la quasi parità di genere, 197 uomini e 187 donne) conquista 10 ori, altri 10 argenti e 20 bronzi. Oltre al giorno leggendario del 1° agosto con la doppietta d’oro Jacobs-Tamberi in 13′ (dal trionfo nell’alto a quelo sui 100 metri), indimenticabile la staffetta 4×100 (con Patta, Jacobs, Desalu e Tortu che superano in rimonta i britannici), il trionfo nell’inseguimento a squadre nel ciclismo su pista (Lamon, Consonni, Milan e Ganna) e l’argento dell”indistruttibile’ Vanessa Ferrari al corpo libero.

A Ferragosto torna il tennis protagonista con Camila Giorgi che a Montreal diventa la seconda azzurra di sempre a vincere un torneo WTA1000 dopo Flavia Pennetta. Poi alle Paralimpiadi di Tokyo altra pioggia di medaglie azzurre (14 d’oro). Una spedizione impreziosita dalla consacrazione di Bebe Vio nella scherma e dalla tripletta nei 100 metri nell’atletica con l’oro di Ambra Sabatini davanti a Martina Caironi e Monica Contrafatto. volley con il riscatto delle azzurre che conquistano il titolo europeo trascinate da Paola Egonu (3 a 1 alla Sebia a Belgrado), imitate alcune settimane dopo dai maschi del neo ct De Giorgi (Slovenia battuta 3 a 2). è finita. Il volley continua a vincere (titolo mondiale U18 femminile e Under 20 maschile), il ciclismo conquista 4 ori agli Europei su strada, ‘Top’ Ganna si conferma il cronoman più veloce del pianeta. A settembre poi Tamberi vince con 2,34 la ‘Weltklasse’ di Zurigo e diventa il primo italiano della storia a vincere la Diamond League, Tortu con 20″11 diventa il secondo italiano più veloce di sempre sui 200 dopo il 19″72 di Pietro Mennea datato settembre 1979. Nella lista d’oro ci sono anche Sonny Colbrelli che s’impone in volata alla ‘Parigi-Roubaix’, Jannik Sinner che vince quattro tornei Atp (Melbourne, Washington, Sofia e Anversa) e Nicola Bartolini è diventato il primo azzurro nella ginnastica a vincere il titolo mondiale al corpo libero. Intanto ai Mondiali in vasca corta il nuoto azzurro fa ancora man bassa di medaglie. In questo anno da sogno Italia è vincente anche nel polo (campione d’Europa sia maschile che femminile) nel football americano (oro continentale), vince il motocross delle Nazioni, supera l’Inghilterra sia nel rugby (nella categoria Under 18), che agli Europei di cricket, nei duesport di cui sono maestri. Troppa grazia. Chissà se capiterà mai più un anno così.


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