Diego Armando Maradona e la trivalenza esistenziale dell’essere

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Maradona

Diego con Armando con Maradona

E chi l’ha detto? Chi l’ha scritto che bisogna sempre e per forza essere da esempio?

Ottenere successo non porta, intrinsecamente, a corredo l’essere modelli da seguire. Anzi. Molto spesso, troppo spesso, il successo è pregno di contraddizioni e compromessi, prima di tutto con se stessi e poi con il mondo. Una fauna eterogenea che, trasversalmente, accompagna l’ascesa ed abbandona la caduta. Dal docile e tenero gattino, pronto a graffiare se la scodella resta vuota, ai famelici sciacalli che, quanto meno, hanno ben noto il loro destino.


Il successo è una corda sottile di arpa ammaliante. Un suono leggiadro che riecheggia armonioso nelle notti silenziose ma che, con straziante clamore, presenta il conto quando la musica finisce.

Una festa. Ecco, il successo è una festa. Una di quelle a cui partecipano tutti, ma che quando finisce tocca solo al padrone di casa raccogliere i cocci.

Diego Armando Maradona era il padrone di casa. Uno straordinario animale da festa che ha saputo accogliere ed intrattenere gli ospiti con trucchi e magie.

Trucchi, magie ed aneddoti che sarebbero finiti negli articoli dei quotidiani, tanto quanto nei rotocalchi rosa, nei libri di storia e, ancor più, nei verbali della giustizia. E si, perché quando è festa può succedere di tutto. La dissolutezza è padrona dell’età e degli ambienti. Ecco che Diego Maradona diventa Guest star, sale alla ribalta per la capacità straordinaria di incantare il mondo. Prodezze di cui si racconterà finché un pallone continuerà a rotolare. Fino a quando, per tanto tempo ancora, si continuerà a cercarne un erede. Senza retorica, un erede non ci sarà mai.

Non ci sarà perché Maradona è uno e trino. Prendere o lasciare. Tutto o niente.

Chi vuole Maradona deve prendersi anche Diego e Armando. 

Uno e trino. Questo è Diego Armando Maradona.
Il genio inarrivabile, l’artista impareggiabile, il metro di paragone, l’alfa e l’omega, l’alba ed il tramonto, il calciatore che, più di chiunque altro, ha saputo incarnare la bellezza del calcio trasformandola in un’arte sublime, rendendola disponibile alla povera gente. Maradona è questo. Uno scugnizzo di Buenos Aires che dalla polvere ha saputo salire in cima al mondo portandosi dietro anche Diego e Armando, ricadendo e rialzandosi dieci, cento, mille volte.

Zavorra diremmo. Presenze ingombranti che hanno rallentato la gloria. Non esattamente. Indispensabili al mito si dirà.

Diego è stato l’animo umano, la faccia della medaglia che si evita di mostrare. La parte da nascondere per non guastare l’immagine iconica di Maradona. Eppure Maradona non può prescindere da Diego. Diego ha aperto la porta a Maradona nel cuore della gente con tutte le sue debolezze e la sua umanità.

Diego è quello che animava le feste fino a tarda notte, Diego è quello delle dipendenze, dei figli riconosciuti poi, delle liti con i poteri forti. L’irrequieto spirito di chi sa la responsabilità che era data a Maradona e che cercava di portarlo lontano dal santino che ognuno aveva disegnato nella propria fantasia.

A Diego proprio non andava di essere messo negli schemi e ne ha ridisegnati di suoi. Troppo spesso fuori dai bordi, ma straordinariamente pregni di umanità. Pregni di una libertà che a Maradona non era concessa ma di cui aveva assoluto bisogno.

Armando. Silenzioso e taciturno. Amico di Diego e fratello di Maradona. A lui il compito più arduo. Restare nell’ombra a cercare di far coesistere due personalità così distanti ed altrettanto sovrapponibili. Il popolo si rivolge a Diego nelle proprie memorie, in maniera quasi fraterna, uno di loro. La storia si ricorderà di Maradona, per le sue gesta e per la sua gloria. In pochi ripeteranno il nome di Armando quando si riferiranno al più forte calciatore di tutti i tempi o all’uomo che ha entusiasmato le folle.

Eppure tra Diego e Maradona c’è Armando. Un uomo buono, ricco di valori, colmo di attenzioni verso gli ultimi. L’uomo che ha calcato i campi di provincia per beneficenza portando con sé il fratello Maradona. L’uomo che ha amato la madre mettendola al primo posto nei suoi pensieri di uomo. Armando è, probabilmente, la parte più vera di Diego Maradona. Lontana dalla ribalta dei palcoscenici e lontana dall’immagine incancrenita della sregolatezza.

Uno e trino. Pacchetto completo. Senza se e senza ma.
A Napoli tra i napoletani come a Buenos Aires. Gente dal cuore enorme che ha accolto e coccolato tutti e tre.
Altrove Diego avrebbe potuto essere domato, ma Maradona non avrebbe espresso la sua immensità ed Armando sarebbe scomparso.
Maradona con Armando e con Diego. Questo resterà nella storia.

DIEGO ARMANDO MARADONA

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