PUTEOLANA,Casapulla: difficile programmare in questo momento. Pronto a cedere il titolo se c’è garanzia di continuità

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Così come avevamo annunciato, abbiamo intercettato Emanuele Casapulla, presidente della Puteolana 1902, che ha risposto ad alcune domande sui temi caldi riguardanti la compagine flegrea.

Il momento è delicato, L’avanzare dell’onda del contagio in Italia come nel Mondo mette in difficoltà qualsiasi iniziativa. Fare calcio, oggi, è ancora più difficile di quanto non lo fosse già….

” La pandemia ha inevitabilmente cambiato le nostre vite, possiamo dire che si tratta tranquillamente di una terza guerra mondiale, combattuta però contro un avversario invisibile, il mondo si è fermato. È cambiata la mentalità e di conseguenza anche il metodo di lavoro con numerose aziende, anche famosissime e solide che sono in difficoltà, le quali hanno abbattuto il maggior numero di costi. Anche il nostro settore, l’immobiliare, il ragionamento è simile, con diverse valutazioni e dimensione che abbiamo dovuto affrontare come adattarci allo smart-working o abbattere i costi di uffici e strutture che andavano ridimensionate. Sicuramente ci sono categorie che stanno vivendo un periodo peggiore del nostro come ad esempio i ristoratori e tutti i lavori derivati. Al momento è difficile fare calcio, quasi impossibile soprattutto se non arrivano aiuti da enti pubblici e dalla stessa federazione. A rendere il tutto ancor più complicato la chiusura degli stadi e la mancanza di sponsor”.


Il campionato di Serie D ha un fascino enorme, ma al contempo richiede impegni importanti. Con le difficoltà del mondo imprenditoriale si può e come fare calcio?

“Fare calcio sicuramente è difficile, poi se si considera gli alti costi che ha un campionato Nazionale di Serie D, con tutti i protocolli da seguire e rispettare oggi, diventa tutto più complicato. C’è bisogno, senza se e ma, di un aiuto concreto da parte della federazione e degli enti pubblici, dimostrando vicinanza e appoggio alle società. Constatando poi la mancanza di tifosi allo stadio, aumentano i conti, ma diminuiscono in maniera drastica le entrate. L’amore per questo sport fa sicuramente la differenza, ma bisogna essere messi in condizione di fare calcio ad alti livelli e a differenza degli anni passati, dove magari si ragionava più con il cuore che con le tasche, oggi purtroppo non si possono fare scelte di testa o avventate in quanto le conseguenze, vista la poca circolazione di soldi in giro, potrebbero essere devastanti. Questo discorso, credo, non valga solo per lo sport, ma per tutto ciò che concerne le attività lavorative”.

Un avvio difficile, con la piazza che ha esigenze ed ambizioni importanti ed un continuo rincorrersi di voci e polemiche che non aiutano. Qual è lo stato dell’arte?

“Sicuramente avremmo preferito un inizio diverso e soprattutto poter lavorare con più tranquillità, velocizzando diversi tipi di operazioni. Il chiacchiericcio, che è persistente in particolar modo a Pozzuoli, non giova all’immagine della città e al lavoro degli addetti. Il tutto va a rallentare l’operato di tutti. La piazza non ha condiviso delle scelte apposte dalla società per affrontare questa categoria, senza dubbi amplificate da chi nel progetto attuale fu tagliato fuori. Questa’anno, essendo una neopromossa e vista l’attuale situazione mondiale, a differenza dell’anno scorso, sta facendo un mercato oculato. Voglio però sottolineare che la società, sin dal primo giorno ha sempre investito nella 1902. Un esempio potrebbe essere la finale play out, quando si valutò di investire optando per l’ingresso libero allo stadio (perdendo così importanti introiti). Abbiamo investito per la piazza, facendo arrivare giocatori di gran livello, nonostante il loro scetticismo che abbiamo faticato a superare, a causa delle gestioni precedenti che non avevano creato una grande sicurezza intorno alla 1902. Abbiamo comunque regalato alla piazza la promozione ed un calcio che non si vedeva da 20 anni. Infine e non in ultimo, con gli abbonamenti a 30€ per avvicinare la città alla squadra, raggiungendo con queste politiche tutti i nostri obiettivi. Il rapporto tra il sottoscritto e la piazza si è incrinato, con una parabola per entrambi discendente, a partire dalle dimissioni del sottoscritto per poi scendere ancor più in picchiata con i risultati negativi che arrivarono. Oggi siamo in una situazione, dove una parte della tifoseria ha un’idea e la società va avanti per svolgere il proprio lavoro, tra non poche difficoltà. Una parte di tifosi, inevitabilmente, preferisce criticare o destabilizzare. Ciò non testimonia il proprio amore per la 1902, per quanto non in accordo con il lavoro che si sta svolgendo.

Più volte ha ripetuto di essere pronto ad aprire a nuovi partner che possano aiutarla nel progetto Puteolana. Qualche avvicinamento, come è noto, c’è stato. E’ da considerarsi tramontata la trattativa e perchè?

“Nonostante le rivalità calcistiche, prendo da esempio, per non salire di categorie, la società Afragolese, solida e ampia. Il Presidente Niutta, oltre ad essere stato una risorsa per la società dal punto di vista calcistico, è stato perfetto nel creare un organigramma societario solido e composto da diversi soci. La nostra intenzione è sempre stata quella di affiancarci a soci da inserire nella società per aumentare il capitale da investire nella Puteolana, scansandoci però da chi era in cerca solo di visibilità senza apportare poi nessun vantaggio alla 1902, professionale ed economico, il tutto per il bene della 1902.
Un anno fa, essendo in primis un passionale, mai avrei pensato di vendere la società, ma vista le difficoltà mondiali e vista l’ attuale situazione che si è creata tra società e tifoseria, abbiamo aperto le porte, anche per accontentare la tifoseria che sempre abbiamo ascoltato, a chi avesse la volontà di capitali freschi da apportare (così come abbiamo fatto noi due anni e mezzo fa risanando tutti i debiti) all’ interno e quindi regalare alla piazza una squadra, oggi o a dicembre, galattica e vincente anche in D, così come l’ abbiamo costruita noi l’ anno scorso. Ci sono stati diversi avvicinamenti di diversi imprenditori, che hanno interloquito con il D.G. dott. Sessa, che ha dedicato sin dal primo minuto, nonostante non conoscesse perfettamente la piazza, anima e cuore. Chi si è avvicinato, conosce bene la nostra richiesta, così come riportato inizialmente sui giornali ( €100.000,00) e essendo un commerciale di professione posso dire che nessuna trattativa o colpo di scena è da privare, a condizione che il sottoscritto venga ampiamente garantito e soddisfatto economicamente e calcisticamente ovvero che il titolo rimanga a Pozzuoli, cercando di mantenere la categoria evitando fallimenti nei prossimi anni e dando così continuità al progetto creato con sacrificio, sudore ed investimenti economici”.


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