Gragnano, la piazza attende segnali e riparte dal DG Mauro Adiletta

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Gragnano
A Gragnano il calcio ha storia importante. Chiusa la stagione 19/20 si guarda al futuro con il nuovo DG Adiletta, in attesa di segnali dalla società

Gragnano è una piazza che merita il calcio importante. Un bacino di utenza, uno zoccolo duro di tifoseria, che sa dare calore e passione a chiunque voglia fare bene per i colori Giallo Blu.
I numeri, in fatto di presenza al San Michele, sono stati segnale importante del trasporto verso la squadra della città, i trascorsi hanno confermato che c’è da poter far bene e ricevere tanto.

La stagione appena conclusa non è, certamente, stata delle più entusiasmanti. Per una piazza che aveva vissuto anni importanti in quarta serie, doversi confrontare ad armi impari con squadre meglio attrezzate è stato sicuramente uno smacco.
La salvezza agguantata a tavolino, nonostante un posizionamento in zona Play Out che non precludeva affatto la permanenza in eccellenza, è risultata salvifica per questo Gragnano.


Il futuro del Gragnano

Si riparte con lo sguardo rivolto al futuro ed è un futuro che comincia a delinearsi a partire dall’annuncio del neo Direttore Generale: Mauro Adiletta.
Se per il calciatore Adiletta parla il suo curriculum, per il dirigente c’è una storia a pagine bianche, tutte da scrivere. Una storia che può ripercorrere i successi del campo se si tiene in considerazione i presupposti con i quali il bomber sarnese si è presentato alla piazza.

Dopo un’annata travagliata, in campo e fuori, l’obiettivo è quello di ridare autorevolezza e credibilità al progetto calcistico gragnanese e coinvolgere nuovamente, come merita, il popolo gialloblù.

Con queste parole è stato presentato il nuovo DG dei Giallo Blu. La piazza ora resta in attesa di conoscere il nuovo asset societario. Dalla ricomposizione dell’organigramma arriverà un’impronta fondamentale alla prossima stagione. Sarà il modo di capire se ci sarà l’opportunità di puntare, attingendo a nuove e rinverdite risorse, ad obiettivi importanti. Ancor prima di puntare ad obiettivi ambiziosi, però, la piazza chiede serenità e la possibilità di continuare a colorare le tribune del San Michele.

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