Rais Giraud

Savoia, parla il DG Giovanni Rais: “Senza il Giraud sarà difficile fare calcio a Torre Annunziata”

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Giovanni Rais, DG del Savoia: una partita importante si gioca in questi giorni a Torre Annunziata. Il Savoia è pronto a passare tra i professionisti, ma resta la “questione stadio” da risolvere.

A tenere ancora banco nelle cronache di questa estate che comincia, la carenza endemica di infrastrutture che grava sulla progettualità di società importanti e blasonate. Molto spesso società pronte sotto ogni aspetto a fare calcio ad alti livelli. Una problematica che, puntuale come l’alba, si ripropone agli onori della cronaca sportiva a pallone fermo.

Puntare i riflettori su certe dinamiche è un dovere per chi racconta di calcio. Troppo spesso, però, in certe questioni, di calcio se ne trova ben poco, perché i meandri della burocrazia sanno nascondere anche le più belle storie sportive.

Avevamo già affrontato la “questione Giraud”, ma ne torneremo a parlare. L’impianto di Torre Annunziata, che fa da casa al Savoia, società tra le più gloriose della Campania, sarà al centro delle discussioni nelle prossime settimane.

Il sodalizio del Presidente Mazzamauro ha ampiamente manifestato la volontà di approcciare al professionismo, ora la palla passa all’amministrazione comunale che deve trovare la quadra per la “questione stadio”.

Interlocutore per entrambi la Lega che, da una parte, ha favorevolmente accolto le istanze della società e, dall’altra, attende segnali dal comune per conoscere la progettualità legata agli interventi necessari per l’omologa del Giraud.

torre annunziata

Ne abbiamo parlato con il DG dei Bianchi di Torre Annunziata Giovanni Rais, sardo di Porto Torres che, dopo aver vissuto esperienze diverse, è approdato in Campania alla corte del Presidente Mazzamauro per puntare alla scalata verso il professionismo. Scalata che, a questo punto della storia, potrebbe essere completata con ampio merito.

Domanda e Risposta con il DG Giovanni Rais

DG SavoiaDirettore Giovanni Rais, innanzitutto complimenti per la stagione straordinaria. Adesso è il momento di progettare il futuro. Lei dove vede il Savoia per il prossimo campionato?

Personalmente credo che il Savoia meriti di andarsela a giocare tra i professionisti. Prima dell’interruzione dei campionati eravamo gli antagonisti del Palermo ed avevamo da giocarci ancora lo scontro diretto in casa. Non so come sarebbe finita la stagione, ma a questo punto credo vada premiata la solidità del progetto Savoia.

La società ha, più volte, manifestato l’intenzione di puntare al ripescaggio che sembra essere avallato anche dalla govenrnace del calcio.

La società si è esposta verso la Lega per rappresentare la nostra ferma intenzione di disputare il prossimo campionato tra i professionisti. Dall’altra parte abbiamo trovato interlocutori attenti ed oculati che hanno saputo ben valutare la valenza della nostra progettualità. E’ stato importante ricevere un nulla osta, seppur con riserva, alla nostra richiesta di iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro.

Parla di nulla osta con riserva. Immaginiamo si riferisca alla questione stadio: qual’è lo stato dell’arte ad oggi?

Se prima dell’emergenza sanitaria era stata la squadra a doversela giocare sul campo, durante l’emergenza e fino ai verdetti definitivi è toccato alla società sedersi al tavolo da gioco. Adesso, piaccia o non piaccia, il pallino passa all’amministrazione comunale. A questo punto della storia diventa il Comune l’interlocutore diretto della Lega che chiede, a giusta ragione, garanzie sull’adeguamento dell’impianto. Da parte nostra ci auguriamo che la Lega possa prendere in considerazione la possibilità di accettare la nostra richiesta, seppur secondi alla cristallizzazione delle classifiche, con la concessione di una deroga rispetto alla normativa vigente. Non può non essere preso in considerazione il fatto che i campionati non sono stati conclusi e che, in ogni caso, c’è stato un fermo totale di 3 mesi.

Ciò non toglie che il Comune deve dimostrare la propria volontà ad intervenire sulle infrastrutture. E’ necessario presentare un progetto credibile e secondo le richieste specifiche. Ci siamo fatti promotori di un incontro tra l’amministrazione e ditte specializzate nella realizzazione di impianti sportivi, ci auguriamo che da questo ne nasca un rinnovato interesse per le sorti del Savoia.

Quali sono gli interventi necessari ad ottenere l’omologa?

Il primo intervento, assolutamente improrogabile, è il nuovo manto sintetico. Da una parte si rende necessario per ottenere il benestare della Lega, dall’altra è indispensabile per pianificare una stagione senza dover fare i conti con tanti infortuni.  L’erba del Giraud è arrivata ormai al limite della praticabilità e, per noi che viviamo l’intera settimana su quel terreno, è diventato quasi impossibile riuscire a completare gli allenamenti senza risentimenti.

Poi ci sarà da intervenire sugli impianti di video sorveglianza, che al momento sono presenti, ma che ne andrà verificata la funzionalità e l’idoneità alle richieste specifiche.
Bisogna programmare un importante intervento di manutenzione alla tribuna stampa, che ospita anche le dirigenze. Andrà adeguato l’impianto di illuminazione che, in considerazione della presenza delle emittenti televisive, si rivela insufficiente o, comunque, non adeguato alle richieste. Sarà, inoltre, necessario individuare e soddisfare le esigenze legate all’ordine pubblico.

Insomma c’è tanto da fare, ma nessuna montagna insormontabile, basta avere la volontà e un progetto chiaro. Resta da capire se si riuscirà a trovare la quadra in tempi brevi. La società, una volta ottenuta l’agibilità, ha già dato la propria disponibilità ad occuparsi direttamente della gestione futura dello Stadio Giraud.

A questo punto della storia, quali sono le sue sensazioni? Se potesse guardare al futuro cosa si sentirebbe di dire ai tifosi?

Da parte nostra abbiamo fatto davvero tutto il possibile e questo ci mette in una condizione di tranquillità. Ora restiamo in attesa di risposte per continuare il nostro progetto.

Domanda scomoda, ma obbligatoria. Qualora non si trovasse l’intesa tra Comune e Lega e quindi il Savoia dovesse ripartire dalla quarta serie, quali sarebbero gli scenari?

Ovviamente l’augurio è che si trovi una soluzione e che il calcio a Torre Annunziata possa continuare ad entusiasmare una piazza che merita. Mio malgrado però non posso negare che la società ha più volte manifestato di non voler affrontare un altro campionato dilettantistico e quindi temo che, senza stadio, si possa interrompere il rapporto di questa società con la città.
Abbiamo affrontato un campionato di Serie D con tutti i confort riservati ai professionisti. La società non ci ha fatto mancare nulla, ma questo ha comportato investimenti importanti difficilmente replicabili. Non si può biasimare chi ha messo anima, corpo e tanti soldi in un progetto per poi vederlo fallire per colpe non proprie.
Personalmente mi sto spendendo nel tentativo di intercedere nei confronti della società, affinché il calcio a Torre Annunziata non scompaia, qualsiasi sia la categoria futura, ma è impresa assai difficile.
Auguriamoci che si riesca a trovare l’accordo tra le parti e che, come credo sia giusto, il Savoia la prossima stagione possa disputarla tra i professionisti.

 

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