Ministero dello Sport, Spadafora lavora sulla ripartenza del calcio: atteso un nuovo protocollo

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Spadafora
Lo scetticismo mostrato dalle società riguardo al protocollo sanitario stilato dal Comitato Tecnico Scientifico ha costretto il Ministro Spadafora a tornare al lavoro

Maggiore elasticità per garantire la ripartenza del calcio. È questo il monito principale che sta ispirando il lavoro del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, in queste ore in cui è sul tavolo il futuro della Serie A. Dopo le rimostranze delle società emerse in merito alle misure previste dal primo protocollo sanitario elaborato dal CTS per la ripresa degli allenamenti collettivi, è infatti previsto un allentamento delle prescrizioni indirizzate alle 20 squadre del massimo campionato. Il tutto al fine di consentire un riavvio delle attività sicuro ed allo stesso tempo sostenibile.

La prima modifica rilevante rispetto al primo protocollo sarà l’eliminazione del ritiro obbligatorio. I calciatori potranno così far ritorno presso le proprie abitazioni e non saranno costretti alla permanenza forzata in hotel. La responsabilità dei medici sociali in caso di contagio sarà inoltre attenuata. La stessa, infatti, potrà essere addossata al medico solo in caso di dolo o colpa grave. Cambieranno anche le procedure da seguire in caso di riscontrata positività di un tesserato. In questo caso, non  vi sarà, come precedentemente previsto, lo stop del campionato, ma bensì il solo isolamento del calciatore infetto. Verranno inoltre obbligati al test sierologico tutti i suoi compagni di squadra e quelli di altre compagini che avessero eventualmente avuto contatto con il contagiato nei 14 giorni precedenti.


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