Soluzioni per lo sport: eppur si muove. Non tutti si nascondono dietro i rimandi.

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C’è qualcuno che si dedica agli slogan di partito. Qualcuno che si arroga la paternità di fantasiose soluzioni e chi firma provvedimenti, nel silenzio mediatico, magari non risolutivi, ma che danno segnali importanti.

Il mondo scientifico rincorre la soluzione medica all’emergenza Coronavirus, mentre il mondo economico rincorre la soluzione all’inevitabile crisi economica. Le amministrazioni di ogni ordine e grado cominciano a mettere sul tavolo le carte per la ripartenza.

Se da una parte, una fetta del mondo istituzionale tace o meglio rimanda, dall’altra, incessantemente, c’è chi combatte per farsi trovare pronto ad una sfida epocale.


Se è innegabile la pregnanza dello Sport nel sub strato sociale dell’Italia intera, così come (se non di più) nel resto del mondo, sembra altrettanto inevitabile, quindi, mettere su quel tavolo anche tutto il ventaglio di opzioni per far ripartire un comparto economico/sociale di vitale importanza.

Proclami, orticelli e fatti concreti

Da settimane, ad ogni livello ed in ogni “stanza dei bottoni” si approntano “soluzioni” o presunte tali. Soluzioni da tradurre in slogan propagandistici da sciorinare, poi, nelle diverse sedi della comunicazione.

Titoli a caratteri cubitali, conferenze stampa a reti (e social) unificati, note stampa sfuggite e poi rientrate. Comunicazione che, in un momento storico come questo, alimenta sempre più confusione e sempre meno fiducia nella agognata fase di restart.

Se i proclami di salvifici interventi economici; di soluzioni sanitarie più o meno credibili, di “inoppugnabili” certezze epidemiologiche si rincorrono con l’aggravante del campanilismo, ancora peggio fanno i “paladini dell’orto”.

Non c’è categoria, macro area o settore di nicchia, che non abbia eletto il proprio paladino da issare sugli scudi.
Noi ci occupiamo di sport e se volessimo rimanere nella sola sfera sportiva, ce ne sarebbe d’avanzo per tre saghe da far invidia a Star Wars.

Ognuno a curare il proprio spazio coltivato, che fosse di pochi filari o piantato a perdita d’occhio. Tutti a cercare di virare il corso d’acqua verso il proprio “podere”. Giusto. Ci mancherebbe. Ma siamo certi che tutti si stiano adoperando per il bene dei propri coloni e non solo per aggiungere altre palle sullo stemma di famiglia? Vedremo.

Infine, ma non per ultimo, ci sono gli operatori seri. Quelli che ogni santo giorno che rischiara si dedicano, anima e corpo, alla conquista di un pezzettino di serenità. Quelli che si adoperano per trovare soluzioni vere, magari piccole, ma tangibili ed immediatamente applicabili.

Non va tutto bene, ma almeno non è tutto sbagliato

Senza tessere lodi, che pare nemmeno ci riesca bene, ma è bello sottolineare come, nel mondo dello sport (il nostro mondo) qualcosa, ma soprattutto qualcuno, si stia muovendo.

Scelte azzardate, discusse, contrastate, ma scelte. Tentativi di smuovere le acque prima che il torbido non lasci più intravedere via d’uscita.
400 Milioni di Euro non salveranno lo sport dilettantistico, ma nel frattempo si può cominciare.
I “risparmi” delle Olimpiadi invernali e degli ATP Final non saranno sufficienti per fermare il cataclisma, ma qualcosa pur faranno.
L’esenzione dei canoni di locazione/concessione degli impianti sportivi pubblici fino al 31 dicembre 2020, non salverà le migliaia di società sportive in crisi, ma se ne avrà aiutata anche soltanto una, sarà una società in meno (e tutto il suo indotto) che andrà in sofferenza.
L’estensione dell’esenzione tributi locali alle società sportive, come la tassa sulla spazzatura per i gestori di impianti privati, non rilancerà il mondo dello sport (che ha bisogno di ben altri interventi), ma certo è il segnale che qualcuno ci sta pensando.

Per dovere di cronaca, mettendo da parte il campanilismo ed il populismo, ma soprattutto il pressappochismo che anima i troppi giudizi, l’esenzione dei canoni di locazione e l’esenzione dai tributi locali, portano la firma dell’Assessore allo Sport del comune di Napoli: Ciro Borriello.


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