F1, ridisegnato il calendario 2020: partenza a Luglio, poi 15 gare

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La F1 non può permettersi di non ripartire. Gli equilibri economici del sistema verrebbero irrimediabilmente compromessi da un eventuale stop definitivo del campionato. E allora, ecco il piano per tornare in pista

I motori delle monoposto da F1 torneranno presto a rombare. È quanto è emerso dall’ultima riunione tenutasi lo scorso Giovedì tra FIA e Liberty Media. Il circus deve necessariamente riaprire i battenti e lo deve fare per salvaguardare l’intero mondo della classe regina del motorsport. Troppe sarebbero le perdite generate da una mancata partenza del Mondiale 2020. I diritti TV, così come nel calcio, rappresentano un’entrata fondamentale per i team e per la Federazione, che verrebbe meno qualora non si tornasse a correre. Tutto porta dunque a pensare che i semafori possano tornare a riaccendersi a partire dal prossimo 5 Luglio, quando sarà il GP d’Austria a dare il via al campionato. Il tracciato di proprietà della Red Bull sarebbe quindi la tappa inaugurale di questa stagione, che vedrebbe la sua parte iniziale svilupparsi in Europa.

Dopo l’approdo in Stiria, ci si trasferirebbe in Gran Bretagna, per la precisione a Silverstone, dove si correrebbe per due volte tra il 19 ed il 26 Luglio. Successivamente, nel mese di Agosto ci sarebbe spazio per il GP d’Ungheria e, forse, per quelli d’Olanda e di Spagna. A Settembre, poi, si tornerebbe a Monza, prima del gran finale tutto asiatico con Singapore, Cina, Vietnam, Bahrein, ed Abu Dhabi. Nel mezzo, si cercherà di inserire anche il GP di Russia e quello dell’Azerbaijan oltre ad un’ulteriore prova per un totale di 15 gare. Un calendario quasi folle, ma che rappresenta al momento l’unica speranza per il futuro della F1.


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