Quello che non vorremmo mai raccontare

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Ci ha lasciati a 41 anni la leggenda del basket NBA Kobe Bryant. Il cestista è morto in un incidente aereo che ha coinvolto il suo elicottero

Perde tutto senso quando notizie del genere arrivano a colpirci senza preavviso, senza un perchè. Il senso di vuoto, forse, è ancora più grande quando sono delle leggende a lasciarci, degli individui che spesso assumono per noi le sembianze di veri e propri eroi. Sarà perchè la grandezza in cui si appalesano, riesce a farci dimenticare della loro essenza umana, che in fondo, però, tanto umana poi non è.

È il caso della morte di Kobe Bryant, icona assoluta del basket NBA e dei Los Angeles Lakers, squadra della quale è stato leader indiscusso per tutta la durata della sua carriera. Non basterebbero i numeri per descrivere ciò che è stato e che per sempre sarà. Non basterebbero, infatti, gli 81 punti siglati nella partita con i Raptors del 2006, le 25 partite con oltre 50 punti messi a referto e le 6 con più di 60. Black Mamba, così com’era soprannominato, resterà in eterno come qualcosa di più di un semplice cestista.


La sua 24 appesa al tetto dello Staples Center rimarrà lì a testimoniarlo a quanti dovessero interrogarsi sulla reale portata della perdita che oggi ci ha colpiti. Impresse nella mente degli appassionati di tutto il mondo resteranno le immagini di quel palazzetto in occasione della sua ultima gara in carriera. Una partita in cui seppe abbandonare il suo palcoscenico, ovviamente, alla sua maniera, realizzando uno degli innumerevoli record che ancora gli appartengono, diventando il primo giocatore a realizzare almeno 60 punti nel proprio match di addio alla pallacanestro.

Un’idea, dopo la sua dipartita, potrebbe in ogni caso renderci questa prima notte senza di lui meno dolorosa. Forse, infatti, il mondo aveva già ricevuto troppo da questo straordinario campione per poterselo godere ancora un po’. D’altronde, per chi vive, parla e racconta di certe emozioni, certe perdite non arriveranno mai al momento giusto. Ed in fondo, per Kobe sarebbe stato comunque così.

 


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