F1, Ferrari: finale di stagione tra presunte irregolarità, minacce di azioni legali e nodo power unit

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Hanno destato sorpresa in negativo, le prestazioni ottenute dalla Ferrari in quel di Austin. Attesa per il prossimo Gp del Brasile, in cui la Rossa potrebbe fugare i dubbi su presunte irregolarità pregresse della Power Unit

Cosa ha determinato realmente il risultato poco felice della Ferrari in America? È questa la domanda a cui molti hanno cercato di dare risposta, al di là delle dietrologie e delle presunte irregolarità denunciate dai top teams (Red Bull su tutte) con riguardo alla Power Unit Evo 3 del Cavallino. La circostanza che il calo prestazionale sia arrivato dopo l’adozione da parte della FIA della cosidetta “direttiva flussometro” è stata solo frutto del caso o meno?

FERRARI COMUNQUE VELOCE IN QUALIFICA

Ebbene, analizzando alcuni dati, resta difficile prendere una posizione netta. Di sicuro, c’è da sottolineare l’assoluta mancanza di buon senso caratterizzante le dichiarazioni di Max Verstappen, il quale, con estrema superficialità, ha derubricato la ritrovata competitività della Rossa a violazione delle regole del gioco. Ciò, tuttavia, non trova pienamente riscontro nei dati raccolti ad Austin, in un weekend caratterizzato dai chiarimenti arrivati dalla Federazione nella mattinata del Sabato. Invero, nonostante le nuove indicazioni giunte dalla FIA, la Ferrari non ha solo sfiorato la pole con Vettel, ma si è anche rivelata la vettura più veloce sul rettilineo finale. 225,5 Km/h è stata infatti la velocità fatta rilevare dal tedesco sulla linea d’arrivo del circuito texano in qualifica, con ben 3 km/h rifilati alla prima Mercedes di Hamilton.


COSA HA DETERMINATO LE DEFAILLANCES IN GARA?

Resta il nodo legato al pessimo rendimento in gara della SF90. Un elemento, quest’ultimo, che può però essere facilmente giustificato dall’utilizzo di una configurazione ad alto carico del pacchetto aerodinamico, scelto dai tecnici per affrontare al meglio il tratto misto del COTA. Questa opzione ha limitato sicuramente il vantaggio garantito alla Rossa dal propulsore, sostituito, tra l’altro, sulla vettura di Leclerc. Proprio il monegasco ha infatti gareggiato con la versione Evo 2 del motore 062, che avrebbe garantito, secondo alcuni rilevamenti, circa 18 Cavalli in meno. Ciò, a riprova della scarsa attendibilità delle tesi che volevano la terza specifica del propulsore Ferrari più potente di addirittura 70 CV.

MINACCIA DI AZIONI LEGALI E NODO POWER UNIT

Dopo le illazioni provenienti soprattutto da casa Honda, Mattia Binotto è sceso volutamente in campo, difendendo l’operato della squadra. Ormai noto è il diverbio avuto con Chris Horner, al quale sarebbe stata paventata la possibilità di adire le vie legali. Di fatto, la Red Bull è stata la scuderia che più insistentemente ha sostenuto l’irregolarità della nuova power unit Ferrari. Per il team austriaco, la versione Evo 3 dell’unità propulsiva avrebbe aggirato il controllo del flussometro, immettendo olio in camera di combustione oltre al carburante. Una pratica non consentita che sarebbe stata agevolata dai rilevamenti non costanti dello stesso flussometro.

Tuttavia, va sottolineato come l’upgrade prestazionale del motore possa derivare chiaramente anche dalla semplice riprogettazione della stessa camera di combustione.  Una caratteristica che avrà sicuramente consentito al propulsore di gestire meglio l’equilibrio termico dei fluidi, generando così maggiore potenza.

Resta inoltre aperta, in questo finale di annata, la questione legata alla power unit della vettura di Leclerc. Sostituirla o meno? È questo il dubbio che attanaglia i tecnici di Maranello. Invero, il problema riscontrato al motore in FP3 non sarebbe legato alla rottura di componenti fondamentali, ma piuttosto al cedimento di un semplice condotto. Ciò potrebbe consentire ai motoristi del Cavallino di risolvere il problema nelle settimana che ancora ci separa da Interlagos, scongiurando il cambio di propulsore. Un opzione, quest’ultima, che costringerebbe il monegasco a subire una penalità di 10 posizioni in griglia sia in Brasile che ad Abu Dhabi.

 


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