Afragolese, non ti ferma neanche il diluvio! Battuta, senz’appello, la Virtus Volla

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Continua la marcia inarrestabile dell’Afragolese in campionato. Sconfitta la Virtus Volla. Nono successo in dieci gare per gli uomini di Masecchia

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Recita così un antico detto, che potrebbe essere utile, quest’oggi, per descrivere la partita disputata dalla capolista Afragolese. È stato infatti nel momento più difficile della gara che i rossoblù, nel diluvio torrenziale abbattutosi sul Papa di Cardito, hanno costruito il loro nono successo in campionato. Decisivi Marzullo, Nocerino e Fava, che hanno firmato il netto 3-0 con cui la squadra di Masecchia ha battuto in questo decimo turno la Virtus Volla.

LA PARTITA

L’Afragolese comincia subito forte, andando vicina al vantaggio già al 14′ con Fava, abile a girare di testa, verso la porta, un cross di Vilardi. Al 30′, ancora di testa, Fava sfiora la rete colpendo il palo dopo aver sfruttato un splendido traversone di Manzo. La compagine rossoblù si scopre però, e rischia quando al 31′ Scognamiglio sfugge a Palumbo, presentandosi a tu per tu con Pragliola. Il giovane estremo difensore afragolese si mostra freddo nell’occasione e respinge miracolosamente la conclusione del numero 7 vollese. Si conclude così sullo 0-0, senza ulteriori sussulti, il primo tempo.


Nella ripresa, è il diluvio a farla da padrone con l’Afragolese che però si carica e colpisce al minuto 56. Autore della rete del vantaggio è il capitano Marzullo, che scaglia una conclusione magistrale dai 30 metri, insaccatasi tra gli applausi, nell’angolino alto alla destra di un immobile Capece. 13 minuti più tardi arriva anche il raddoppio. Stavolta va in rete il difensore Nocerino, capace di staccare di testa su di un cross messo al centro da Renato Ricci direttamente da calcio di punizione. C’è spazio anche per il tris rossoblù, che viene siglato al 78′ da Fava. Il centravanti ex Udinese stavolta non sbaglia e va in gol di testa, sfruttando un perfetto traversone del neoentrato Murolo.

La gara termina così in un tripudio rossoblù, tra lampi e fulmini che non fanno paura, ma che illuminano una capolista sempre più convincente.


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