Ferrari: Spa e Monza per ritrovare il successo. La Rossa è pronta a stupire

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La scialba prestazione dell’Hungaroring potrebbe essere solo un ricordo per la Ferrari. La SF90 è pronta al riscatto sui tracciati ad essa favorevoli

Il minuto rifilato dalla Mercedes di Hamilton alla Rossa di Sebastian Vettel al termine del Gp d’Ungheria è parso quasi come un segnale di resa del team italiano. L’abissale distacco, seppur umiliante per la casa 16 volte campione del mondo costruttori, potrebbe però presto rivelarsi solo un triste episodio. Pronte infatti per Spa e Monza rilevanti novità, che, abbinate alle caratteristiche favorevoli dei tracciati, potrebbero riportare la SF90 alla lotta per il successo.

SPA E MONZA, PISTE VELOCI: LA ROSSA PUò ESALTARSI

 

I mitologici circuiti di Spa-Francorchamps e di Monza arrivano come una manna dal cielo per la scuderia guidata da Mattia Binotto. Ne è testimonianza quanto dichiarato dallo stesso team principal del Cavallino, il quale all’Hungaroring ha esplicitamente ammesso:


La nostra debolezza è il carico aerodinamico e su queste piste si fa sentire la differenza, soprattutto sulla distanza perché si soffre il carico verticale e col caldo va ancora peggio perché manca l’aderenza. Ora la sosta è importante per la squadra anche se la prossima settimana saremo tutti impegnati ad analizzare i dati, poi prepararemo le gare di Spa e Monza che sono piste che sulla carta possono favorirci rispetto all’Ungheria: non dimentichiamo che settimana scorsa la Ferrari era la vettura più veloce. La nostra vettura semplicemente non si adatta all’Hungaroring, questo è il motivo per cui oggi abbiamo preso un minuto.

Chiara dunque la motivazione delle defaillances della SF90. La vettura soffre infatti i circuiti particolarmente guidati, tendenzialmente ad alto carico. Un carico quest’ultimo, che la monoposto di Maranello, per stessa ammissione di Binotto, non riesce a generare. La motivazione è da ricercare nelle peculiarità aerodinamiche della Ferrari, particolarmente nei profili alari anteriori, con i flap posizionati più in basso accanto alle paratie, e nella sagoma rastremata del cofano motore. Caratteristiche che consentono una maggiore velocità di punta a discapito però della manovrabilità della vettura.

Tutti elementi che non dovrebbero però dare problemi in Belgio ed in Italia, dove è richiesta una resistenza all’avanzamento minima. I lunghi tratti di massima accelerazione del tracciato brianzolo e le veloci curve Eau Rouge, Raidillon e Blanchimont, abbinate al rettilineo del Kemmel, parrebbero infatti terreno ideale per la riscossa rossa.

PRONTO ANCHE UN UPGRADE DI POTENZA

Per i prossimi 2 Gran Premi, è in arrivo anche la versione Evo 3 del motore 064 Ferrari. La nuova power unit apporterà un incremento di circa 15 cavalli di potenza. Lo stesso è essenzialmente dovuto alla riprogettazione della camera di combustione, che consentirà una migliore gestione delle turbolenze interne ed una maggiore espansione della fiamma. Il tutto porterà il propulsore a generare una maggiore quantità di energia termica, che andrà ad alimentare turbocompressore ed MGU-H.


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