Ferrari, terza forza del mondiale; Red Bull temibile. L’analisi

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Nelle ultime gare si è ampliato il divario tra la Ferrari e la Mercedes, con la rossa addirittura alle spalle della Red Bull

Sale la Red Bull, scende la Ferrari. Questo, in sintesi, lo scenario venutosi a delineare nelle ultime gare di F1. La crescita esponenziale del team austriaco è evidente agli occhi di chiunque, così come quella della propria prima guida, Max Verstappen. L’olandese va a punti ormai da 21 gare consecutive, essendosi posizionato tra l’altro sempre nelle prime 5 posizioni. Il tutto a testimonianza della sua, forse, definitiva maturazione, che ha portato la Mercedes ad eleggerlo come possibile sostituto di Hamilton a partire dal 2021. Nel quadro descritto emerge, a fare da contraltare, la caduta in termine di prestazioni della SF90, giunta ad oltre un minuto dal vincitore all’Hungaroring.

OBIETTIVO SECONDO POSTO TRA I COSTRUTTORI

L’unico dato positivo delle ultime settimane in casa Ferrari è stato l’aver mantenuto il secondo posto in classifica nel mondiale costruttori. Tuttavia, i 44 punti di vantaggio sulla Red Bull sembrano frutto a questo punto del solo ritardo nello sviluppo della monoposto del team diretto da Helmut Marko e dei pessimi risultati della seconda guida Pierre Gasly. La RB15 numero 33 è apparsa invece decisamente più competitiva rispetto alle rosse sia in gara che in qualifica negli ultimi due appuntamenti mondiali. Rifilato infatti oltre mezzo secondo in Q3 in Ungheria dal poleman Verstappen alla prima rossa, il quale poi ha distanziato Sebastian Vettel di oltre 43 secondi in gara. Ad Hockenheim, inoltre, non è stato diverso l’andazzo, avendo accumulato il tedesco ben 7 secondi dall’olandese nei soli 5 giri intercorsi tra la fine dell’ultimo regime di safety car e la bandiera a scacchi.


LA NUOVA POWER UNIT HONDA: UN GROSSO PASSO AVANTI PER LA RED BULL

Il miglioramento dell’unica scuderia capace di spezzare l’egemonia Mercedes in questo 2019 sembra comunque dovuto alla nuova power unit introdotta da Honda a partire dal Gp di Francia. La Spec 3, terza versione del propulsore della casa giapponese, ha apportato un rilevante incremento di potenza, superiore a quello di 10 cavalli della precedente Spec 2. Le Red Bull di Max Verstappen e Pierre Gasly, oltre alla Toro Rosso di Daniil Kvyat, hanno infatti così beneficiato di una nuova componente termica del motore e di un nuovo turbocompressore. Quest’ultimi elementi meccanici hanno contribuito alla riduzione del divario con Mercedes e Ferrari. Il tutto testimoniato dalla velocità più elevata fatta segnare in gara da Gasly ad Hockenheim (344.9 km/h), più rapido di oltre 7 km/h rispetto alla prima rossa di Vettel.

Le cose potrebbero inoltre peggiorare dopo la pausa estiva quando arriverà la Spec 4 dell’unità propulsiva Honda. Tuttavia, le Ferrari potrebbero beneficiare di circuiti ad essa favorevoli. Spa e Monza sono tracciati veloci, in cui le monoposto di Maranello potrebbero di nuovo far valere la propria maggiore velocità di punta. Sebastian Vettel è risultato infatti di nuovo più rapido di 5 Km/h rispetto alla più veloce delle Red Bull all’Hungaroring. 320.8 Km/h la velocità più elevata fatta registrare in Ungheria dal tedesco, a dispetto dei 315.8 di Gasly. Incoraggianti in tal senso inoltre, i dati dell’intera stagione, con le SF90 quasi ovunque più veloci allo speed trap rispetto alle RB 15.


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